22 Maggio 2018
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Progetto Scuola Calcio

Formazione, divertimento e passione

IL PUNTO DI PARTENZA

Quando si intraprende una azione ciò che attiva un comportamento, un gesto, un atto è strettamente derivante da uno stimolo che parte dal cervello viaggia lungo il midollo spinale e i nervi e arriva ai muscoli i quali rispondono contraendosi e tentando di realizzare l´azione inizialmente prestabilita.

Quando si intraprende un viaggio, prima di accendere e muovere l´automobile o qualsiasi altro mezzo di locomozione, occorre stabilire la meta e pianificare il percorso ottimale per raggiungerla.

Quando si costruisce un palazzo, prima di scavare le fondamenta e posare i primi mattoni, è indispensabile studiare il territorio, definire il luogo dove tale palazzo va costruito e avere un progetto che ci guidi nella realizzazione dell´oggetto.

Tutto ciò è auspicabile ma non indispensabile. Chi ci vieta di muoverci senza una precisa finalità o di intraprendere un viaggio senza metà o di realizzare una casa senza avere un progetto.

Che importanza ha un progetto se conosciamo i materiali e sappiamo murare i mattoni? Mattone dopo mattone un muro può ergersi e così, passo dopo passo, una abitazione può essere realizzata.

Allo stesso modo metro dopo metro o Km dopo Km un percorso viene comunque realizzato ed il viaggio può comunque dirsi compiuto.

L´obiettivo che mi pongo di realizzare come coordinatore degli allenatori del Lido di Camaiore è quello evitare che vengano costruite delle abitazioni senza avere un progetto ma semplicemente basandosi sull´abilità degli allenatori di "mettere insieme" i mattoni.

Il primo passo è quindi quello di trasferire ad ogni allenatore conoscenze e competenze al fine di avere una progetto unitario ed una visione comune.
Ogni allenatore non lavora con e per la propria squadra ma lavora, insieme ai colleghi, con e per la società Lido di Camaiore apprezzandone la filosofia e condividendo le proprie esperienze.

Il naturale processo di crescita e maturazione di ogni singolo atleta avviene nel corso di più anni ed è fondamentale che vi sia tra gli allenatori una uniformità di visione, un utilizzo di una metodologia didattica con comune filo conduttore, allo scopo di trasferire conoscenze e competenze all´atleta anche e attraverso un linguaggio tecnico comune.
Naturalmente è poi l´allenatore che in base alle situazioni contingenti ed alle caratteristiche del materiale a disposizione sarà libero e dovrà adattare il processo didattico in modo appropriato ed opportuno.


IL MODELLO DI RIFERIMENTO

La realizzazione di un progetto ha come prerequisito fondamentale l´assunzione di un modello al quale ispirarsi.

La Scuola Calcio del Lido di Camaiore nell´ottica, da un punto di vista tecnico, della formazione del calciatore ha, come fine ultimo del processo didattico, quello di raggiungere un modello che possieda:

- la capacità di coordinare il proprio movimento sapendo riconoscere ed utilizzare tutti e 4 i diversi stili di corsa
- la capacità di operare e combinare, in maniera dinamica e situazionale, i 6 gesti tecnici fondamentali del gioco del calcio (essendo ovviamente stata esclusa la tecnica del portiere)
- la capacità di anticipare, leggere, analizzare tatticamente e rispondere alle situazioni proprie dell´1 contro 1, 2 contro 1 e 2 contro 2 sia in fase offensiva che difensiva

Nell´ottica del conseguimento delle abilità definite dal modello istituito sono da ritenere del tutto inutili i tipici test utilizzati non essendo lo scopo dell´apprendimento quello di fare un tot.n di palleggi o effettuare lo slalom dei birilli in un determinato tempo.
Ogni allenatore che ha ben chiaro lo scopo finale del suo viaggio e le tappe intermedie da percorrere saprà infatti valutare senza grosse difficoltà il punto dove è arrivato ed operare in maniera analitica per sciogliere quei nodi si troverà davanti lungo il percorso.

Tutto ciò è valido per ciò che concerne l´acquisizione delle abilità del calciatore che definiamo di campo e non del portiere che segue un diverso processo di apprendimento.

Una volta raggiunto il modello al quale ci ispiriamo, se il giocatore per struttura fisica e mentalità, possiederà caratteristiche e qualità importanti potrà sviluppare il proprio percorso formativo anche con proiezioni importanti.


SOPPESARE IL CARICO COGNITIVO ED EVITARE L´OVERFLOW

Scendere nello specifico di tutti gli obiettivi e dei sotto-obiettivi che sostengono il modello di riferimento è una attività lunga e laboriosa che non può trovare spazio in un documento che riassume i principi e la metodologia di lavorare utilizzata nella Scuola Calcio della società Lido di Camaiore.

Ciò che è certo è che sia per ciò che concerne l´espletamento del gesto tecnico, sia per ciò che riguarda l´attuazione di una idea tattica è fondamentale capire come si origina l´idea e come questa venga trasmessa ai muscoli per trasformarla in azione.

In realtà si da grande importanza, nel calcio come in altri sport, all´apparato muscolare e scheletrico dell´atleta dimenticando che è il sistema nervoso centrale l´elemento determinante ed in grado di poter fare la differenza e solo riuscendo a stimolare adeguatamente lo stesso si possono ottenere risultati importanti in qualsiasi attività motoria e sportiva.

E´ il cervelletto la sede del centro del cervello, dalla quale l´intelligenza innata coordina e regola i muscoli del corpo per mezzo di una serie di stimoli inviati attraverso il nervo spinale, i nervi motori e che infine raggiungono i muscoli e le fibre di cui essi sono composti.
Tali stimoli vanno a reclutare le diverse fibre muscolari utili al compimento dell´azione. In relazione alla frequenza (maggiore è la frequenza di stimolazione e più numerose sono le fibre eccitate con conseguenze direttamente collegate all´intensità della forza muscolare prodotta) ed alla durata dello stimolo il cervelletto ha un dispendio energetico più o meno importante che, in maniera banale, può essere paragonato al tempo di risposta della CPU di un computer quando sono aperti più o meno programmi.

E´ ovvio più bassa è la capacità di calcolo della CPU, minore è la velocità di risposta del computer in relazione al comando impartito quando più programmi sono aperti.

Ora il cervello in generale ed il cervello del calciatore nello specifico, oltre a dover stimolare adeguatamente i muscoli (agonisti ed antagonisti) per ottenere le risposte motorie richieste, deve contemporaneamente (attraverso tutti i molteplici recettori presenti sul corpo) analizzare, istante dopo istante, la situazione ed il contesto tattico di campo.
In estrema sintesi il cervello è sia impegnato ad elaborare le informazioni ricevute dai recettori che a formulare quella da inviare ai fasci muscolari.

Più sono gli elementi che devono essere valutati e complesse le risposte motorie da portare a compimento maggiore è il dispendio di energia richiesto al cervello.
Oltre a ciò qualsiasi trauma o shock, fisico o emozionale, può alterare il funzionamento nervoso normale del sistema nervoso centrale causando un overflow di informazioni e l´incapacità di ottenere la risposta motoria ricercata.

Di ciò va tenuto conto sia quando si vanno a formulare le esercitazioni sul campo, sia, in post-analisi, quando si vanno a valutare le risposte del giocatore.

E´ fondamentale ricordare e mettere in luce che se le esercitazioni hanno un carico da un punto di vista metabolico ed energetico in relazione all´impegno muscolare richiesto o prodotto altrettanto importante è capire che il carico dell´esercitazione può essere classificato anche da un punto di vista cognitivo in relazione all´importanza della stimolazione cerebrale che richiede la stessa.

La strutturazione e la continua revisione del processo didattico, al fine di determinare il carico cognitivo e di conseguenza gli stimoli ideali, sono un processo fondamentale così come è fondamentale fornire al calciatore gli elementi basilari che gli possono consentire di valutare il contesto tattico (senza rischio di overflow) per poi espletare rapidamente la scelta più idonea.

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